E la parità tra uomo e donna?

All'indomani della sentenza della Corte UE sul caso Kleist (non è ammessa la discriminazione in base al sesso per quanto riguarda i requisiti anagrafici della pensione di vecchiaia; con questa motivazione la dott. ssa Kleist, medico austriaco, ha avuto soddisfazione dalla Corte UE riguardo alla decisione che vedeva il suo rapporto di lavoro risolto in anticipo rispetto all'età prevista per gli uomini) si potrebbe aprire uno scenario opposto laddove, come in Italia, le età per la pensione di vecchiaia siano ancora differenti tra uomo e donna. Ma questa volta potrebbero essere gli uomini ad invocare le "pari opportunità" per ottenere il pensionamento con gli stessi (minori) requisiti anagrafici richiesti per le donne.
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