Mercoledì, 29 Luglio, 2009 - 09:39

Forse non tutti sanno che i dipendenti pubblici non possono richiedere anticipi sulla liquidazione, contrariamente ai dipendenti del "settore privato"; questo avviene perchè nel "privato" l'accantonamento che mensilmente viene effettuato in nome e per conto del dipendente viene trattenuto dal datore di lavoro (che lo utilizza poi per finanziare l'Azienda stessa), mentre nel "pubblico" questo denaro non resta in Azienda ma viene versato all'INDAP. Alcuni anni fa, per tentare di porre rimedio a questa situazione di svantaggio l'INPDAP ha istituito il "Piccolo Prestito", una forma di finanziamento che va da 1 a 8 mensilità, restituibili in 12, 24, 36 o 48 mesi con un tasso agevolato. E' opportuno precisare che questo ragionamento valeva a tutti gli effetti quando esisteva solo l'Indennità Premio di Fine Servizio (IPS); oggi esiste anche il TFR (per gli assunti a tempo determinato dal 31/05/2000 e a tempo indeterminato dal 31/12/2000) e quindi modifiche al credito dovranno essere certamente fatte. 


Giovedì, 23 Luglio, 2009 - 12:16

La cosiddetta "liquidazione" viene calcolata sull'ultimo anno di servizio; infatti si prende la retribuzione media di quest'ultimo (considerando le voci che la compongono, che sono a grandi linee a quelle per la pensione, ma con qualche diversità)  e la si moltiplica per il numero di anni versati. Per semplificare possiamo prendere 1/15 dell'80% dell'ultimo anno e moltiplicarlo per il numero degli anni utili.

Quindi la parte finale della carriera influisce moltissimo sulla liquidazione. Facciamo un'ipotesi scolastica: se lavoro 39 anni come fattorino e poi divento direttore generale (per un anno), otterrò una liquidazione pari a 40 anni come direttore generale!

Attenzione: esistono degli arrotondamenti "importanti" a questo fine: 6 mesi e un giorno valgono un anno, 6 mesi si trascurano. Vale quindi la pena di tenerlo in considerazione al fine della data delle dimissioni.

 


Venerdì, 17 Luglio, 2009 - 12:13

Anticipazione TFR: si ai dipendenti pubblici. SENTENZA RICONOSCE IL DIRITTO PER LA PRIMA VOLTA

FIRENZE, 15/3/2007 - REPUBBLICA.IT

 

"Il Giudice del lavoro di Firenze ha accertato e dichiarato il diritto a 2 dipendenti pubblici, marito e moglie, ad ottenere dall'Inpdap l'anticipazione del trattamento di fine rapporto per l'acquisto della prima casa, come previsto dall'articolo 2120 del codice civile.

Il diritto alla anticipazione del tfr, limitato fino a pochi anni fa ai soli dipendenti privati, è stato esteso ai dipendenti pubblici dopo la privatizzazione del rapporto del pubblico impiego. Ma non era mai stato riconosciuto."

Ora questa sentenza apre una "breccia", ma la strada rimane sempre in salita, anche alla luce della nuova introduzione dei fondi pensione e la scelta della  destinazione del proprio tfr.

L'unica strada, forse, rimane ancora quella di ricolgersi alla favorevole sentenza di un Giudice, come hanno fatto i due coniugi di Firenze.

 

 


Altri articoli:

TFR
Giovedì, 16 Luglio, 2009 - 09:57

Trattamento spettante agli ex dipendenti iscritti con contratto a tempo indeterminato dopo il 31/12/00 e/o a tempo determinato dopo il 30/05/00 (per i dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 31 dicembre 2000 che aderiscono a un fondo di previdenza complementare, il passaggio al Tfr è automatico).  Il contratto di lavoro deve avere durata minima di 15 giorni continuativi nell’arco di un mese  e viene erogato alla cessazione con  almeno un giorno d’interruzione tra due Enti con iscrizione INPDAP (occorre quindi anche la cessazione  del rapporto previdenziale).  In caso di decesso dell’iscritto, il trattamento sarà liquidato agli aventi causa.
Alla cessazione l’Ente datore di lavoro trasmette tutta le documentazione all’Inpdap, non occorre quindi domanda, ma serve una dichiarazione dell’ex dipendente che prenderà/non prenderà servizio presso un altro Ente iscritto all’INPDAP.
Termini di pagamento:

- nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza dei termini nei casi di rapporto di lavoro a tempo determinato,  limiti di età, di servizio, inabilità e decesso, le amministrazioni sono tenute ad inviare il mod. tfr entro 15 giorni e l’INPDAP effettuerà il pagamento entro i successivi 90 giorni (105 giorni);
- in caso di cessazione per qualsiasi altro motivo il termine del pagamento è di 180 giorni;


ATTENZIONE:al momento non sono applicabili al pubblico impiego le anticipazioni previste dalla normativa del TFR.

 

Venerdì, 26 Giugno, 2009 - 11:20

1)COSI' IN PENSIONE IN EUROPA

2) PAUSE, PRODUTTIVITA' E LAVORO IN ITALIA E ALL'ESTERO

3) CALCOLO RAPIDO PENSIONE

 


1) COSI’ IN PENSIONE IN EUROPA

AUSTRIA: 65 anni o 45 anni di contributi.

BELGIO: 65 anni con 35 anni di contributi; possibili prepensionamenti a partire da 60 anni.

DANIMARCA: 65 anni (possibile restare in servizio fino a 68).

FINLANDIA: 65 anni, possibili prepensionamenti a partire da 60 anni (possibile restare in servizio senza limiti).

FRANCIA: 60 anni o 40 di contributi (41 nel 2012, 42 nel 2020); incentivi del 3% annui per chi resta, disincentivi del 5% annui per chi anticipa.

GERMANIA: 65 anni (graduale innalzamento a 67 dal 2012 al 2020); incentivi del 6% annui per chi resta, disincentivi per chi anticipa sui 45 anni di contributi.

GRAN BRETAGNA: uomini 65, donne 60 (entro il 2020 65 per tutti); si può anticipare solo “in alcuni casi sulla base di specifiche disposizioni normative”.

GRECIA: 65 anni con 35 anni di contributi.

IRLANDA: 65 anni.

ITALIA: 66 anni nel 2012, 66 e 3 mesi nel 2013

LUSSEMBURGO: 65 anni o 40 anni di contributi (con almeno 60 anni).

OLANDA: 65 anni.

PORTOGALLO: 65 anni, possibili prepensionamenti da 55 anni con 30 anni di contributi e incentivi per chi resta fino a 70 anni.

SPAGNA: 65 anni; si può anticipare (con penalizzazioni) a 60 nel caso di iscrizione prima del 1° gennaio 1967, e a 61 per chi ha almeno 30 anni di contribuzione e per i "disoccupati non volontari".

SVEZIA: 65 anni (è possibile però restare in servizio), prepensionamenti a partire da 61.


…e negli States

USA: gli anziani si affidano a previdenza privata o investimento in azioni; esenzioni fiscali a partire da 65 anni. Pensione uguale al 25-30% dell’ultimo salario.


  


 

 

2) PAUSE, PRODUTTIVITA' E LAVORO IN ITALIA E ALL'ESTERO

Così le pause sul lavoro

 

Venerdì, 26 Giugno, 2009 - 09:09

Al dipendente assunto a tempo indeterminato, può essere concessa dall’Amministrazione una aspettativa per comprovati motivi personali o di famiglia. Il periodo massimo consentito è di dodici mesi nel triennio. Questo tipo di aspettativa interrompe il servizio a tutti gli effetti (pensione e liquidazione) e può esserne richiesto il riscatto o l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

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