Mercoledì, 29 Aprile, 2009 - 07:15

I dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche iscritte all’INPDAP, versano una quota pari allo 0,35% alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (dell’INPDAP stesso). Tale iscrizione garantisce l’accesso alle prestazioni di tipo creditizio e sociale fornite dall’INPDAP quali piccoli prestiti, prestiti pluriennali, mutui, borse di studio e vacanze studio per i figli di iscritti ecc.. (vedi sito internet INPDAP).
A partire dal 01/11/2007 la possibilità di adesione (necessaria per poter chiedere anche i prestiti) è stata estesa anche ai pensionati (in questo caso la quota da versare è pari allo 0,15%). Al momento del pensionamento, coloro i quali vogliano aderire, dovranno manifestare tale volontà compilando l’apposito modulo e inviandolo alla sede INPDAP di competenza (i moduli di adesione sono scaricabili dal sito internet dell’INPDAP). I pensionati che non aderiscono continueranno ad usufruire delle prestazioni di tipo sociale.


Mercoledì, 22 Aprile, 2009 - 12:00
Esistono tre sistemi di calcolo pensione(Legge 335/95):
  1. RETRIBUTIVO (con anzianità contributiva di almeno 18 anni al 31/12/95)
  2. MISTO (con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31/12/95)
  3. CONTRIBUTIVO (privi di anzianità contributiva al 31/12/95)

Mercoledì, 22 Aprile, 2009 - 11:56
Requisiti pensionistici per i pubblici dipendenti in vigore dal 1/1/2009

Con la legge 24 dicembre 2007, n. 247, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29.12.2007, è stato in parte riformato il previgente sistema previdenziale; di seguito una sintesi di requisiti e finestre di accesso.

 

Pensioni di anzianità

Raggiungimento requisiti Requisiti Somma età/anzianità contributiva
(quote)
1° gennaio 2009 58/35 -
1° luglio 2009 59/36
60/35
95
95
1° gennaio 2010 59/36
60/35
95
95
1° gennaio 2011 60/36
61/35
96
96
1° gennaio 2012 60/36
61/35
96
96
1°gennaio 2013 61/36
62/35
97
97


ATTENZIONE!
La pensione decorre da scadenze prefissate denominate "finestre":

 

Requisiti maturati entro il: Decorrenza della pensione**:
30 giugno 1°gennaio anno successivo**
31 dicembre 1° luglio anno successivo**


In via sperimentale fino al 31/12/2015 possono accedere al pensionamento di anzianità le lavoratrici dipendenti con un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni ma devono optare per il sistema contributivo.

La domanda di pensione và presentata presso la sede Inpdap (sede INPDAP di Bologna e sede INPDAP di Ferrara) anche tramite un Patronato) non prima di 12 mesi dalla data indicata per l’accesso al pensionamento. Occorre comunque presentare anche la domanda di dimissioni all’Ente rispettando i termini di preavviso previsti dai contratti (meglio farlo con qualche mese di anticipo per permettere la preparazione e l’inoltro di tutta la documentazione da parte degli uffici previdenza onde evitare interruzioni tra stipendio e pensione).
 

Pensioni con 40 anni di contributi

In alternativa si continua a potere andare in pensione con il previgente requisito di almeno 40 anni di anzianità contributiva, con le seguenti “finestre”:

 

Requisiti maturati entro il: Decorrenza della pensione**:
31 marzo 1° luglio stesso anno** (con almeno 57 anni)
30 giugno 1° ottobre stesso anno** (con almeno 57 anni)
30 settembre 1°gennaio anno successivo**
31 dicembre 1 aprile anno successivo**

 

ATTENZIONE: L’art. 72, comma 11 della Legge n. 133/2008 (legge “Brunetta”) prevede che l’Amministrazione, nel caso di compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni, possa risolvere il rapporto di lavoro con preavviso di sei mesi
 

Pensioni di vecchiaia

Si consegue al compimento dei 65 anni di età per uomini e donne. Fanno eccezione le donne del ruolo sanitario non medico (ausiliario, oper.tecnico add.all’assist, oper.socio assist., infermiere prof.le, ecc.) per le quali il limite è fissato ai 61 anni*.
Esiste però la possibilità, per quest’ultime, di rimanere in servizio fino allo stesso limite degli uomini (legge 903/77), a condizione che non si sia raggiunta l’anzianità contributiva di 40 anni. La comunicazione deve essere effettuata 3 mesi prima del compimento dell’età pensionabile.
Occorre avere anche un requisito contributivo minimo di 20 anni, ad eccezione di chi era in servizio alla data del 31/12/92 che mantiene il vecchio requisito dei 15 anni.

Anche per la pensione di vecchiaia si applicano le seguenti finestre:

 

65 anni (uomini) e 61 (donne)* entro il 31 marzo:1°luglio stesso anno** 65 anni (uomini) e 61 (donne)* entro il 30 settembre:1°gennaio anno successivo**
65 anni (uomini) e 61 (donne)* entro il 30 giugno:1°ottobre stesso anno** 65 anni (uomini) e 61 (donne)* entro il 31 dicembre:1°aprile anno successivo**


N.B. A chi aveva maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31/12/2007 non si applica la nuova normativa.

* 65 anni dall'1/1/2012.

**ATTENZIONE: la L. 122/2010 ha modificato tutte le decorrenze, collocandole al 1° giorno del 13° mese dalla maturazione dei requisiti. 


Mercoledì, 22 Aprile, 2009 - 11:48
CONGEDO PER GRAVI MOTIVI
(Legge 53/2000)

Il dipendente può chiedere, per gravi e documentati motivi familiari, un periodo di congedo continuativo o frazionato non superiore a due anni. Tale periodo non è computato ai fini previdenziali ma può esserne richiesto il riscatto o il versamento dei contributi volontari.


CONGEDO RETRIBUITO PER FIGLI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE

Il congedo straordinario, della durata massima di due anni, è utile ai fini del trattamento di quiescenza, ma non è valutabile né ai fini del trattamento di fine servizio né del TFR (circolare INPDAP n.31 del 12/05/04).


CONGEDO PER FORMAZIONE
(Legge 53/2000)

Il dipendente può richiedere un periodo di congedo per formazione (completamento della scuola dell’obbligo, conseguimento del titolo di studio di secondo grado del diploma universitario o di laurea,partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro) non superiore ad undici mesi,continuativi o frazionati, nell’arco della vita lavorativa.
Tale periodo non è computato ai fini previdenziali ma può esserne richiesto il riscatto o il versamento dei contributi volontari.


Martedì, 14 Aprile, 2009 - 10:02

La pensione indiretta spetta ai superstiti di lavoratore che muore in attività di servizio con 15 anni oppure 5 anni di contribuzione di cui 3 nell’ ultimo quinquennio nel sistema contributivo. Gli aventi diritto sono:

  • coniuge anche se separato legalmente; il separato per “colpa” ed il “divorziato” ,hanno diritto solo se “titolari di assegno alimentare”;
  • figli minori di anni 18;
  • figli studenti fino a 21, a carico;
  • figli universitari fino al conseguimento del titolo di studio e comunque non oltre il 26°anno, a carico;
  • figli “inabili”, a carico;
  • genitori di oltre 65 anni, nullatenenti e a carico;
  • fratelli e sorelle (celibi e nubili, nullatenenti e a carico).

Ove non sussista il diritto a pensione viene erogata una “indennità una tantum”, occorre comunque avere 1 anno di contribuzione. Rivolgersi ad un patronato.


PENSIONE DI REVERSIBILITA’

Compete ai superstiti, aventi diritto, di iscritto che muore “dopo aver conseguito diritto a pensione”. Viene corrisposta direttamente dall’Inpdap.


Martedì, 14 Aprile, 2009 - 09:50

La pensione di inabilità si può ottenere in tre casi:

  • inabilità relativa”, cioè alla propria mansione (occorrono 20 anni di servizio);in questo caso l’Ente deve prima accertare l’eventuale esistenza di altri posti vacanti cui adibire l’interessato, previo assenso dello stesso;
  • inabilità “assoluta”, cioè in maniera assoluta e permanente ad ogni proficuo lavoro (occorrono 15 anni di servizio);
  • inabilità “assoluta” ad ogni attività lavorativa ai sensi della legge 335/95 (occorrono 5 anni di cui 3 nell’ultimo quinquennio; l’infermità non deve dipendere da causa di servizio).
Nei primi due casi il calcolo della pensione verrà effettuato sulla base dell’anzianità di servizio maturata, mentre nell’ultimo, la pensione sarà incrementata da un “bonus”. Questo aumento è dato dalla differenza tra l’età alla cessazione ed il limite per il collocamento a riposo d’ufficio, con alcuni paletti: non può essere di importo superiore ai 40 anni, all’80% della base pensionabile e non superiore alla pensione privilegiata.
In tutti i casi occorre il giudizio medico-legale da parte di specifiche commissioni competenti. Le stesse potrebbero riscontrare non una inabilità assoluta ad ogni attività lavorativa (sono sufficienti 5 anni di contribuzione), ma solo una inabilità assoluta ad ogni proficuo lavoro (occorrono 15 anni di contribuzione). In questo caso il dipendente potrebbe essere messo a riposo senza aver raggiunto i requisiti per ottenere la prestazione previdenziale. E’ quindi opportuno rivolgersi ad un patronato.



Altri articoli:

Martedì, 14 Aprile, 2009 - 09:33

La pensione di privilegio è riconosciuta al dipendente divenuto inabile al servizio e in conseguenza di ciò sia avvenuta la cessazione, a condizione che l’inabilità sia stata prodotta a causa o concausa del servizio, anche dopo un solo giorno.
La domanda deve essere presentata dall’interessato (o eredi) entro 5 anni dalla cessazione, anche tramite un patronato.
Terminata la fase istruttoria, nel caso venga riconosciuto il diritto, il calcolo della pensione verrà effettuato maggiorando l’aliquota di un decimo.
Si consiglia di rivolgersi ad un Patronato.

Martedì, 14 Aprile, 2009 - 09:17

Dopo anni di attesa è stata prevista una delega per i cosiddetti lavori usuranti dal comma 3 L. 247/04. A tutt’oggi però, per i lavoratori in sanità, non esiste ancora nessun beneficio.

Martedì, 14 Aprile, 2009 - 09:14

A decorrere dal 1° gennaio 2009 i redditi sia da lavoro autonomo che dipendente sono totalmente cumulabili con la pensione.

Martedì, 14 Aprile, 2009 - 08:51

Il dipendente, raggiunti i 65 anni, può chiedere il trattenimento in servizio per un periodo di (fino a) un biennio oltre i 65 anni (ex art. 16 D.Lgs 503/92). Ma attenzione: con l'art. 72 della L. 133/2008 (cosiddetta Brunetta) è data facoltà all’Amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti ed in funzione dell’efficiente andamento dei servizi. La domanda di trattenimento va presentata all’amministrazione di appartenenza dai 24 ai 12 mesi precedenti il compimento del limite d’età per il collocamento a riposo.

Attenzione: i trattenimenti in servizio già autorizzati con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010 decadono e i dipendenti interessati al trattenimento sono tenuti a presentare una nuova istanza nei termini previsti dalla legge*

* NB: ovvero dai 24 ai 12 mesi precedenti il compimento del limite d’età per il collocamento a riposo.

 

ECCEZIONI

Giova ricordare che ai sensi dell'art. 53 del DPR 761/79: "Restano ferme, per il personale trasferito ai ruoli regionali ai sensi della legge 28 dicembre 1978, n. 833, le vigenti norme di legge o regolamentari che fissano un diverso limite di età" (vedi Ammistrazioni Comunali, Provinciali, ex Enti Mutualistici tipo INAM, ecc.).
 

PERMANENZA IN SERVIZIO DONNE FINO A 65 ANNI

Per le donne esistono gli stessi limiti di età degli uomini (65 anni), ad eccezione di taluni profili professionali (ausiliario specializzato, operatore socio sanitario, op. tecnico add. all’assistenza, collaboratore professionale sanitario infermiere/ radiologo/ fisioterapista/ tecnico di laboratorio ecc.) che raggiungono il limite con 60 anni. A queste ultime, la L. 903/77 (ripresa dal D.Lgs 198/06) offre l’opportunità di rimanere in servizio fino ai limiti fissati per gli uomini, a condizione di non superare l’anzianità contributiva di 40 anni. L’istanza va presentata almeno 3 mesi prima del compimento dell’età pensionabile (60 anni)*.

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