Giovedì, 9 Aprile, 2009 - 13:53

La (domanda di) totalizzazione consente a lavoratore di ottenere un unico trattamento pensionistico quando, avendo svolto attività diverse, è stato iscritto a più gestioni previdenziali (D.lgs. 42/2006),ogni Fondo contribuirà erogando la propria parte di “pensione”.
 

Trattasi di una alternativa gratuita alla ricongiunzione. Requisiti fondamentali: i periodi non devono essere coincidenti e avere durata non inferiore ai 3 anni (anche non continuativi). Il diritto è perfezionabile al compimento dei 65 anni d’età e almeno 20 anni di contribuzione, oppure 40 anni di contribuzione.
Attenzione: totalizzazione e ricongiunzione sono incompatibili.


Esiste anche la totalizzazione dei contributi versati in Italia con quelli versati per il lavoro svolto presso paesi dell’Unione Europea. Si consiglia di rivolgersi ad un Istituto di Patronato.

Giovedì, 9 Aprile, 2009 - 13:47

Consente di valutare onerosamente periodi o servizi non coperti da contribuzione:

  • diploma di laurea diploma di specializzazione
  • dottorato di ricerca
  • diplomi universitari in genere
  • corsi di scuole universitarie dirette a fini speciali
  • tirocinio pratico per Sanitari e Farmacisti
  • corsi, non inferiori ad un anno, di formazione professionale conseguiti dopo il titolo di istruzione secondaria superiore e riconosciuti dallo Stato o dalle Regioni
  • assistente volontario nelle Università e nelle Asl
  • corsi per diploma di
    • tecnico fisioterapista
    • infermiere professionale
    • ostetrica
    • assistente sociale
    • ecc.
Per le domande presentate dal 12/7/1997, i titoli di studio possono essere valutati, mediante riscatto, indipendentemente dalla circostanza che siano prescritti per il posto ricoperto.

Sono inoltre riscattabili:
  • periodi di assenza facoltativa per maternità non coperti da assicurazione che si collochino al di fuori del rapporto di lavoro (massimo 5 anni) a condizione che possa far valere 5 anni di versamenti contributivi periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro(aspettative per motivi di famiglia, nel caso di gravi motivi anche se antecedenti al 31/12/96)
  • periodi di “formazione professionale, studio, ricerca, ecc.”
  • periodi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro
  • ecc..
La domanda può essere presentata dal dipendente in servizio e fino a 90 giorni dalla cessazione, all’ufficio provinciale INPDAP, per raccomandata RR o consegnata a mano o anche tramite un Patronato. E’ consigliabile darne copia all’ufficio previdenza del proprio Ente.
L’iter del riscatto si conclude con l’emissione di un provvedimento da parte dell’INPDAP in cui viene indicato il periodo riconosciuto, l’eventuale onere e la modalità di pagamento (unica soluzione o rate). Il provvedimento può essere accettato, respinto o, in caso di errori, ne potrà essere chiesto il riesame.

Attenzione: per le domande presentate dal 06/12/2000 si dovranno applicare le seguenti modalità:
  • pagamento in “unica soluzione” entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, utilizzando l’apposito bollettino
ovvero
  • rinuncia al riscatto mediante lettera raccomandata da inviare all’INPDAP stesso ed all’Ente di appartenenza sempre entro i 90 giorni 

in caso contrario, l’INPDAP ravviserà l’accettazione in forma rateale, e scatteranno le ritenute mensili a partire dal 2° mese successivo a quello della scadenza del termine dei 90 giorni (istituto del silenzio/assenso).


Si suggerisce comunque di rivolgersi tempestivamente a un Patronato.

ATTENZIONE: per le domande presentate dall’01/01/08 in poi è possibile pagare l’onere corrispondente in unica soluzione ovvero in 120 rate mensili senza interessi (L. 247/07 art. 1 c. 77).
Qualora il diretto interessato non sia iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e non abbia iniziato attività lavorativa (condizione che precedentemente ne impediva la possibilità), il riscatto potrà comunque essere effettuato.
Il contributo di riscatto è fiscalmente deducibile dall’interessato o da chi paga il riscatto (esempio: il genitore che paga il riscatto per il figlio a carico, può detrarlo dal reddito).

Giovedì, 9 Aprile, 2009 - 13:29

La ricongiunzione (art. 2 Legge 29/79) offre al dipendente la possibilità di cumulare, ai fini di un’unica pensione erogabile da un unico Ente Previdenziale, tutti i diversi periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa, presso diverse gestioni previdenziali.
La ricongiunzione si ottiene inoltrando la domanda all’ufficio provinciale INPDAP, per raccomandata RR o consegnata a mano o anche tramite un Patronato. E’ consigliabile darne copia all’ufficio previdenza del proprio Ente.
Deve essere presentata dal dipendente in attività di servizio. Non esistono termini di prescrizione, ma è opportuno presentarla il prima possibile (solo per i lavoratori non di ruolo è richiesto un minimo d’iscrizione all’INPAP di 1 anno e di 5 anni per chi era lavoratore autonomo) in quanto l’onere eventuale verrà calcolato sulla base di fattori che variano nel tempo (retribuzione al momento della domanda, coefficienti, ecc.).

L’iter della ricongiunzione si conclude con l’emissione di un provvedimento da parte dell’INPDAP in cui viene indicato il periodo riconosciuto, l’eventuale onere e la modalità di pagamento (unica soluzione o rate). Il provvedimento può essere
accettato, respinto o, in caso di errori, ne potrà essere chiesto il riesame.
Attenzione: per le domande presentate dal 06/12/2000 si dovranno applicare le seguenti modalità:

  • pagamento in “unica soluzione” entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, utilizzando l’apposito bollettino;
ovvero
  • rinuncia alla ricongiunzione mediante lettera raccomandata da inviare all’INPDAP stesso ed all’Ente di appartenenza sempre entro i 90 giorni;

in caso contrario, l’INPDAP ravviserà l’accettazione in forma rateale, e scatteranno le ritenute mensili a partire dal 2° mese successivo a quello della scadenza del termine dei 90 giorni (istituto del silenzio/assenso).

 

IL CONTRIBUTO DI RICONGIUNZIONE E’ FISCALMENTE DEDUCIBILE. Si suggerisce comunque di rivolgersi tempestivamente a un Patronato.


Giovedì, 12 Marzo, 2009 - 10:07
(D.L. 112 /2008, CONVERTITO IN l. 133/08)
art. 19 “Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi da lavoro”
A decorrere dal 1° gennaio 2009 i redditi sia da lavoro autonomo che dipendente sono totalmente cumulabili con la pensione.

art. 72 “Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di età per il collocamento a riposo”
La facoltà del dipendente di chiedere ed ottenere automaticamente il trattenimento in servizio per un biennio oltre il raggiungimento dell’età per il pensionamento di vecchiaia, non è più tale. Ora la richiesta (da effettuarsi tra i 24 e i 12 mesi prima) è subordinata all’accettazione dell’Amministrazione. Sono fatti salvi i trattenimenti in servizio già in essere al 31/12/2008.
Nel caso di raggiungimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni, le Amministrazioni possono risolvere il rapporto di lavoro con un preavviso di 6 mesi.
La norma sul cosiddetto “esonero” (anticipazione di 5 anni sul limite dei 40 di servizio con pagamento di una quota del 50% del trattamento economico fondamentale ed accessorio, elevabile in certi casi fino al 70%) riguarda solo i dipendenti delle Amministrazioni Statali (ministeriali, universitari, dip. di enti pubblici non economici e di ricerca, esclusi i dipendenti delle scuole).

Martedì, 16 Dicembre, 2008 - 21:25

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