Ridotta la casistica che penalizza l'uscita prima dei 62 anni

L’art. 4 bis della legge di conversione del D.L. 101/2013 (L. 125 del 30/10/2013) comma 1 stabilisce: "All'articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, dopo le parole: "guadagni ordinaria" sono aggiunte le seguenti: ", nonche' per la donazione di sangue e di emocomponenti, come previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, e per i congedi parentali di maternita' e paternita' previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151".

Una buona notizia per coloro che hanno usufruito di congedi parentali e per i donatori quindi, forse perchè il Legislatore ha pensato che il sangue già lo davano...

 Per quanto attiene al riconoscimento come “giornate effettive di lavoro” dei permessi L.104 nulla da fare, anche se rimane la possibilità di una correzione all’interno della Legge di Stabilità 2014 (se si troverà la copertura finanziaria). Va ricordato infatti che a seguito dell’approvazione della riforma Fornero sulle pensioni, i permessi per congedo parentale e L.104 fruiti dai lavoratori per assistere i familiari con grave disabilità rimangono utili per la maturare il diritto alla pensione, ma non sono validi per evitare la penalizzazione prevista per chi usufruisce di un cosiddetto trattamento di pensione anticipato.

La regola è la seguente: se un lavoratore cessa con un trattamento anticipato si guarda l'età: se ha compiuto 62 anni nessun problema. Se ha meno di 62 anni si vanno a togliere i periodi non effettivemente lavorati dall'anzianità contributiva (che rimane utile ai fini del diritto e del calcolo): se fatta la sottrazione si scende sotto il requisito richiesto (nel 2014, sono richiesti 42 anni e 6 mesi, per gli uomini, e 41 anni e 6 mesi per le donne) è prevista una riduzione dell’importo del trattamento pensionistico per ciascuno dei primi due anni mancanti ai 62 (60 e 61) pari all’1% e sale al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo qualora si scelga di andare in pensione prima dei 60 anni. La legge 14/2012 ha disposto che fino al 31.12.2017 la penalizzazione non si applichi nei confronti di quei lavoratori che maturano il requisito contributivo utilizzando solo contribuzione derivante da “prestazione effettiva di lavoro” ovvero riconducibile (tra quelle figurative) ad una delle seguenti tipologie: congedo di maternità, servizio militare, malattia, infortunio e cassa integrazione guadagni ordinaria a cui si aggiungono i permessi per donazione sangue e per congedo parentale.

Merita una riflessione infine l'efficacia temporale della norma derogatrice, sia la prima (in vigore dal 28/02/2012) che la seconda (in vigore dal 30/10/2013): può una norma estendere retroattivamente la propria efficacia a periodi in cui chi effettuava le assenze oggi considerate "penalizzanti" le credeva valide a tutti gli effetti?