Part-time

Nel caso di rapporto di lavoro part-time, ai fini del diritto al trattamento di quiescenza e previdenza gli anni di servizio a tempo parziale sono utili per intero, vengono cioè valutati ai fini dell’anzianità di servizio come se fossero stati prestati a tempo pieno(esempio lavoro 40 anni in part-time, mi valgono 40 ai fini del diritto).
Ai fini della misura (calcolo) gli anni a tempo parziale, vengono proporzionalmente ridotti in riferimento all’orario di lavoro effettivamente svolto utilizzando il coefficiente risultante dal rapporto tra orario settimanale di servizio ridotto ed orario di servizio a tempo pieno (esempio se la trasformazione è al 50%, ai fini del calcolo pensione, prendo solo il 50% del periodo).
Si consiglia comunque di non effettuare modifiche (da tempo pieno a part-time o viceversa) negli ultimi 5 anni precedenti la pensione in quanto in questo caso scatta la media ponderata degli ultimi 60 mesi che risulta essere penalizzante.
I periodi di lavoro part-time possono essere riscattati ovvero può essere richiesta la prosecuzione volontaria.

 

PENSIONE + PART TIME

Ai possessori dei requisiti di età e/o contribuzione richiesti dalla normativa vigente per l’accesso al pensionamento di anzianità (non con pensione di vecchiaia) è concessa la facoltà di “cumulare il trattamento pensionistico di anzianità con il reddito derivante dalla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale(in misura non inferiore a 18 ore settimanali).
Il dipendente percepirà una somma data da pensione più retribuzione che non può comunque superare la retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore che, a parità di condizioni, presti la sua opera a tempo pieno.
Alla data di definitiva cessazione il trattamento pensionistico verrà determinato sulla base della complessiva anzianità di servizio e il trattamento di fine rapporto sarà liquidato esclusivamente alla definitiva cessazione valutando il periodo prestato a tempo parziale in misura ridotta.