Ricambio generazionale nella PA

Il tanto acclarato ricambio generazionale della Pubblica Amministrazione si arricchisce della Circolare 2/2015 della Funzione Pubblica. La circolare dal titolo non proprio telegrafico "Soppressione del trattenimento in servizio e modifica della disciplina della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro - Interpretazione e applicazione dell'articolo 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114", puntualizza quanto contenuto nel DL Madia. In pratica si dovrà cessare dal servizio appena raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia, ovvero la pensione anticipata quando siano raggiunti i requisiti d'età ordinamentale. Resta possibile rimanere in servizio quando non si siano raggiunti i requisiti minimi contributivi, per il trattamento di quiescenza, ma non oltre i 70 anni d'età. Un regime speciale invece per i dirigenti medici e del ruolo sanitario (dirigenti delle professioni infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetricia), per i quali continua a valere la normativa previgente ovvero, su istanza dell'interessato, è possibile permanere in servizio fino al 40° anno effettivo (senza riscatti, ecc...), sempre senza superare i 70 anni e senza dare luogo all'aumento del numero dei dirigenti (quest'ultima clausola non si applica ai medici responsabili di struttura complessa).