Ricongiunzioni

La ricongiunzione (art. 2 Legge 29/79) offre al dipendente la possibilità di cumulare, ai fini di un’unica pensione erogabile da un unico Ente Previdenziale, tutti i diversi periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa, presso diverse gestioni previdenziali.
La ricongiunzione si ottiene inoltrando la domanda all’ufficio provinciale INPDAP, per raccomandata RR o consegnata a mano o anche tramite un Patronato. E’ consigliabile darne copia all’ufficio previdenza del proprio Ente.
Deve essere presentata dal dipendente in attività di servizio. Non esistono termini di prescrizione, ma è opportuno presentarla il prima possibile (solo per i lavoratori non di ruolo è richiesto un minimo d’iscrizione all’INPAP di 1 anno e di 5 anni per chi era lavoratore autonomo) in quanto l’onere eventuale verrà calcolato sulla base di fattori che variano nel tempo (retribuzione al momento della domanda, coefficienti, ecc.).

L’iter della ricongiunzione si conclude con l’emissione di un provvedimento da parte dell’INPDAP in cui viene indicato il periodo riconosciuto, l’eventuale onere e la modalità di pagamento (unica soluzione o rate). Il provvedimento può essere
accettato, respinto o, in caso di errori, ne potrà essere chiesto il riesame.
Attenzione: per le domande presentate dal 06/12/2000 si dovranno applicare le seguenti modalità:

  • pagamento in “unica soluzione” entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, utilizzando l’apposito bollettino;
ovvero
  • rinuncia alla ricongiunzione mediante lettera raccomandata da inviare all’INPDAP stesso ed all’Ente di appartenenza sempre entro i 90 giorni;

in caso contrario, l’INPDAP ravviserà l’accettazione in forma rateale, e scatteranno le ritenute mensili a partire dal 2° mese successivo a quello della scadenza del termine dei 90 giorni (istituto del silenzio/assenso).

 

IL CONTRIBUTO DI RICONGIUNZIONE E’ FISCALMENTE DEDUCIBILE. Si suggerisce comunque di rivolgersi tempestivamente a un Patronato.